La Purezza del Coaching

Oggi si fa un gran parlare di coaching sotto tutti gli aspetti e in tutte le salse, afferma Francesco, il Natural Coach che una volta conseguito il diploma della nostra scuola ha iniziato a esercitare il metodo con i suoi clienti in un “ufficio” del tutto particolare: il Bosco.

Francesco ha sempre colto l’aspetto più puro ed essenziale del coaching, anche durante la sua formazione.

Per lui del coaching oggi si parla tanto, in un certo senso anche troppo, nel tentativo benevolo di diffondere l’informazione su un metodo che, ormai ben noto in certi ambienti, come quello del business o dello sport,  in certi altri non lo è altrettanto.

Il coaching è degno di essere conosciuto dai più, soprattutto dalle persone comuni, che, come sostiene Francesco, possono trarre dall’applicazione di questo metodo un vantaggio che non ha prezzo: la propria crescita personale.

Siamo tanto attenti a promuovere la crescita dei nostri figli ma dimentichiamo in fretta che non si finisce mai di crescere e che anche noi adulti abbiamo il diritto (forse pure il dovere) di prenderci cura del nostro Essere nella sua globalità. Ricordiamoci che la spinta evolutiva non si esaurisce mai nell’Uomo e che il “so di non sapere” di socratica ispirazione può essere una marcia in più per chi vuole migliorarsi senza limitazioni autoimposte.

Ecco: questo, proprio questo è lo Spirito del Coaching, uno spirito che è forza motrice per andare avanti non “alla meglio” ma “per Il meglio”, realizzando un potenziale di Felicità che è il più autentico dei talenti umani. E’ Una presa di coscienza continua, quella che ad ogni sessione di coaching si afferma nel coachee. E, aggiungiamo noi, è una presa di Qualità nella vita che si affina ad ogni riflessione consapevole, ad ogni responsabilità guadagnata, ad ogni autonoma scelta.

Quando si parla di “metodo” qualcuno può ritrovarsi a pensare “ma quanto sarà difficile? Sarà alla mia portata? Posso impararlo anch’io?”. Laddove c’è una metodologia c’è un processo e ciò significa tempi, fasi, tappe, strategie, strume a garanzia dei risultati. Eppure nel coaching c’è un che di “semplice”, come dice Francesco, qualcosa di molto meno complesso rispetto a tante altre metodologie per così dire, inamidate.

Nel coaching c’è naturalezza, sosteniamo noi. Non soltanto perché il coaching promuove lo stato di “flow”, quella leggerezza dell’essere che si leva a mo’ di piacevole brezza tra alti livelli di energia e alti livelli di sfida e che caratterizza la zona promozionale, entro cui emergono nuove idee e intuizioni; non soltanto perché nel coaching il protagonista assoluto è il coachee che si muove a tutto campo nella sua zona facilitante, rappresentata dalla relazione che si instaura tra lui/lei e il coach; non soltanto perché il coaching è dominio dei neuroni che proliferano, si interconnettono e formano nuove strade e autostrade dell’informazione, conferendo al nostro sistema nervoso una vitalità fresca di rinnovamento, non soltanto per questi fattori.

Il coaching è semplice perché segue lo spirito della Natura Umana, che sempre ricerca se stessa nei suoi lati migliori e caratterizzanti, alla riconquista perenne di un’identità mai definitiva. Questa è la purezza del coaching, quello che Francesco sottolinea. La stessa purezza che appartiene alle nostre voci di dentro quelle che per Socrate erano il Daimon e che il filosofo James Hillman riprende nel suo “Il codice dell’anima”.

Non diciamo che il coaching è per tutti, ma che è alla portata di tutti coloro che vogliono “essere felici con modelli coerenti con se stessi alla riscoperta dei propri talenti e qualità al fine di rendere più piacevole la permanenza su questo meraviglioso pianeta con grande amore gioia serenità, nonostante i saliscendi della vita”.

E questo è anche lo spirito di Medicoaching un ambiente caldo accogliente famigliare che rispecchia lo stile di vita e il modo di essere del coach naturale che c’è in tutti noi.

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