Corso Professione Coach 2017 - Bologna 2017 - Giornata 3

Terza giornata Coaching 2017

Speakers

Silvia Calzolari
Direttore Scientifico
Gianni Verde
Direttore

Start

8 Aprile 2017 - 9:30

End

8 Aprile 2017 - 18:30

PROGRAMMA GIORNO 3

 

GLI STRUMENTI DEL COACH: DOMANDE, RIMANDI, SILENZI, FEEDBACK D’ASCOLTO

  • L’abilità del coach di porre domande efficaci è altrettanto importante rispetto alla sua capacità di “imprinting relazionale”. Nel coaching una domanda è efficace quando produce nel coachee l’attivazione di processi mentali atti a sviluppare maggiore consapevolezza. La riflessione, cioè la produzione di pensieri rivolti verso se stessi o verso l’esterno, la lettura logica degli avvenimenti, i ricordi di episodi significativi e pertinenti alla domanda di aiuto, l’introspezione, l’esplorazione degli stati emozionali sono momenti estremamente importanti, soprattutto nelle prime battute del percorso del coachee, quando è necessaria una presa di coscienza della situazione attuale (realtà sentita). 

DOMANDE EFFICACI

  • Dalle domande aperte, domande chiuse alle domande a doppia scelta. Sono tipologie di domande che si utilizza quando si presentano bisogni diversi, per riflettere ed elaborare pensieri nuovi, di osservare altri punti di vista.. sono mirate a focalizzare l’attenzione del coachee su qualche cosa in particolare.. Si utilizzano per aiutare il coachee a capire bene che cosa sta cercando, se questo o quello, quando a lui non è chiaro. 

DOMANDE D’INGRESSO

  • Le domande di ingresso aprono la sessione di coaching, hanno quindi carattere introduttivo e sono particolarmente importanti per l’”imprinting relazionale”. Lo scopo di una domanda d’ingresso è quello di favorire il coachee a spiegare il motivo della sua richiesta e a dettagliare il contesto in cui nasce.

DOMANDE NON EFFICACI

  • Una domanda non è efficace quando non produce processi mentali ordinati e significativi, che portino il coachee ad un maggior livello di consapevolezza,  al fine di determinare l’obiettivo e pianificare una strategia.

RIMANDI E GESTIONE TECNICA DELLA DELEGA

  • Il coach affronta quei momenti del percorso di coaching in cui il coachee cerca di delegare al coach il compito di rispondere. Il coachee sta tentando di trasferire al coach le proprie responsabilità.

SILENZIO

  • Il silenzio del coach non è passivo, è piuttosto un’attesa aperta e fiduciosa, rispettosa dei tempi di elaborazione del coachee.

FEEDBACK D’ASCOLTO

  • Con il feedback d’ascolto il coach restituisce al coachee ciò che è stato detto, verifica la comprensione e lo aiuta a realizzare quanto esposto.

USCIRE E RIENTRARE DALLA RELAZIONE DI COACHING

  • In certi contesti, come ad esempio quello in cui il coach è anche un professionista in altra materia e vuole portare un suo punto di vista in quella veste, o si rende necessario dare informazioni per continuare nel percorso, questo avviene in particolari situazioni, il coach esce momentaneamente dal suo ruolo e vi rientra successivamente rendondo noto il processo.

METASCOLTO

  • Dopo aver posto la domanda il coach fa silenzio e attende, rispettando i tempi narrativi. Il focus dell’ascolto è sempre sul coachee come persona, non sul contenuto né sulla soluzione.

IL RACCONTO: LA NARRAZIONE DEL COACHEE

  • Il coachee ha la più ampia libertà di raccontarsi. il coach ha il compito di sollecitare una narrazione significativa ed efficace. Attraverso il racconto il coachee prende coscienza della sua situazione attuale, nonché dei suoi desideri più veri, aumentando la sua consapevolezza.

MAPPA DELLA SESSIONE

  • La mappa è uno strumento molto utile al coach (soprattutto se è alle prime armi) ma può essere utile anche al coachee per verificare la metodologia del coaching, per orientarsi maggiormente nel suo percorso, per confermare la sua consapevolezza, ampliare la sua conoscenza, approfondire la relazione e la sua fiducia.

DALLA REALTÀ SENTITA ALLO STATO DESIDERATO

  • Il Coach aiuta il coachee a effettuare una fotografia dell’ attuale sua situazione in cui si trova e lo aiuta a comprendere cosa gli piacerebbe o come vorrebbe che il suo stato fosse, per potersi mogliorare o cambiare.

FASE ESPLORATIVA: LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEL COACH

  • Il Coach, attraverso le domande efficaci, conduce il coachee ad esplorare meglio quella che è  la stato attuale e quello desiderato.

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